Questo è l'archivio di Appunti disordinati di viaggio, il blog personale di Giovanni Riccardi, attivo dal novembre 2003 all'aprile 2007. Per le cose più recenti che mi riguardano vai all'homepage del sito
Ieri sera su RaiDue è partita la seconda stagione di Lost (che qui si è vista in originale… mentre ora si sta seguendo la terza) e… cazzo, hanno proprio ragione quelli di TVblog: “Man of Science. Man of Faith” è la più clamorosa season premiere di tutti i tempi. Qua sotto, dal solito YouTube, i primissimi 3 minuti.
Ha rispettato tutte le attese il primo episodio della terza stagione di Lost. Come sottolinea Gianluca Neri era difficile ripetere il colpo di scena iniziale della seconda stagione compreso l’azzeccatissimo accompagnamento musicale. Lo stupendo Make Your Own Kind Of Music iniziale della seconda stagione ha avuto come degno erede Downtown di Petula Clark (qui il download della canzone se volete). Il titolo dell’episodio è ovviamente preso dal romanzo di Dickens , ma non mi ricordavo assolutamente questa cosa sottolineata sa Suzukimaruti:
Dickens, infatti, ha scritto il romanzo a puntate, settimana dopo settimana, su un periodico autogestito. E nel mezzo ascoltava e riceveva per posta i feedback dei lettori, adattando di conseguenza la trama e la caratterizzazione dei personaggi.
[…]
In letteratura “A Tale Of Two Cities” si studia come romanzo “rivoluzionario” nei metodi creativi, chissà se un giorno si potrà dire altrettanto di Lost.
Non so se è stato notato da qualcuno, ma il primo episodio di ogni stagione (e questa terza non fa eccezione) inizia con un occhio che si apre (erano quello di Locke e di Desmond nelle prime due stagioni). Come a dire: apri bene gli occhi perché non crederai a quello che vedrai.
OK, ho sviluppato negli ultimi mesi questa sorta di dipendenza da serie tv americane. Non ne posso fare a meno.
Il mio palinsesto personale quotidiano (sia lodato bittorrent, amen).
Friends. Volevo rivedere una serie che mi era piaciuta parecchio, ma che in TV non avevo seguito oltre la settima stagione. In agosto ho cominciato prima a rivedermi gli episodi doppiati in italiano per poi accorgermi che l’originale inglese non ha paragoni: dialoghi serrati e battute bellissime che hanno finalmente un senso. Attualmente sono a metà della quarta stagione.
Numb3rs. La settimana scorsa è cominciata la terza stagione di questa bella serie della CBS dedicata alla matematica. Ne avevo parlato a giugno e nel frattempo ho visto anche tutta la seconda stagione.
Felicity. Da grande appassionato di Alias volevo proprio vedere la prima fatica di J.J. Abrams. Beh, quest’uomo è un genio della scrittura, o almeno di quella che piace a me. E anche se Felicity è un prodotto un po’ acerbo, già si vedono gli elementi che caratterizzeranno Alias e poi Lost, soprattutto l’ottima caratterizzazione dei personaggi (in particolare quelli femminili) e delle loro relazioni. Il tutto è condito da una colonna sonora bellissima (con nomi tipo Peter Gabriel o Kate Bush). L’ho iniziato a vedere in italiano (sul satellite la serie è andata in onda il mese scorso) ma sono passato subito all’originale. Senza paragoni ovviamente (anche se devo dire il doppiaggio non mi è dispiaciuto). Nota personale a margine: a 18 anni (ma anche qualcuno di più, forse) mi sarei certamente innamorato di una come Felicity (la interpreta Keri Russel).
Battlestar Galactica. Scaricata e vista la miniserie del 2003, devo solo trovare il tempo per vedere anche le due stagioni della serie tv andate già in onda, così come la serie di episodi mandati sul web. E tra due giorni inizia la terza stagione. Non esprimo giudizi prima di vedere tutto o quasi, ma devo dire che mi è piaciuto moltissimo quello che ho visto. È secondo me un tipo di fantascienza che piace anche ai non appassionati.
Studio 60 on the Sunset Strip. Bellissima, stupenda nuova serie della NBC di cui sono andate in onda già i primi due episodi. Racconta il dietro le quinte di uno show televisivo che si chiama proprio “Studio 60 on the Sunset Strip” (insoma uno show dentro uno show). Protagonista è Matthew Perry (il Chandler di Friends) e la serie è scritta da Aaron Sorkin di cui leggo un gran bene in giro. Mai visto qualcosa con dialoghi più serrati di Studio 60, e devo ammettere che faccio anche un po’ di fatica a seguire, visto il mio inglese. Ma ne vale la pena.
Lost. Si riparte con la terza serie. E domani mattina bittorrent pronto per scaricare la puntata che dovrebbe andare in onda oggi (orario americano). Si preannunciano colpi di scena eccezionali, considerando anche le rivelazioni uscite fuori da Lost Experience, l’Alternate Reality Game che questa estate ha tenuto occupati milioni di fans in tutto il mondo. Io mi sono limitato a seguire la cosa su qualche sito (vedi per esempio questo riassunto su TVBlog). In religioso silenzio aspetto la premiere della terza stagione. Commenti dopo.
Terminato Alias, dopo ben 5 anni (bello il doppio puntatone finale andato in onda la settimana scorsa, anche se soffriva di una certa “fretta” nella narrazione) e conclusa la seconda stagione di Lost (finale col botto, così come nel primo episodio della stagione), qui non si è perso tempo e si è passati alla visione di tutta la prima stagione di Numb3rs, serie prodotta da Ridley Scott, trasmessa dalla CBS e dedicata alla matematica (una specie di C.S.I. in cui i crimini sono risolti con metodi matematici). Qui da noi sono andati in onda a febbraio i primi 4 episodi su RaiDue, ma la serie è stata misteriosamente interrotta. A parte che l’edizione italiana soffre di alcuni evidenti errori di traduzione (evidenti per chi ne sa un po’ di matematica), il mio consiglio è recuperare direttamente le puntate originale nei soliti circuiti di file sharing.
L’ultimo episodio di Lost è di quelli che da senza-parole-per-almeno-mezzora. E il successivo sembra su livelli anche più alti a giudicare dal trailer (il video viene dopo un po’ di pubblicità e occhio che dopo partono a raffica altri video con i momenti salienti dell’ultimo episodio… sconsiglio la visione a chi non vuole rovinarsi la sorpresa).