Dopo i Floyd al Live8, mentre aspetto il prossimo 14 luglio al Colosseo, chi sono io per non linkare la reunion dei Police ai recenti Grammy Awards? Anzi, il video di Roxanne, con Sting in canottiera come ai vecchi tempi, Stewart Copeland nevrotico invasato come ai vecchi tempi e Andy Summers vecchio come ai vecchi tempi, lo metto proprio qui sotto:
Update:la premiazione di stamattina e un po’ di foto (e un errore madornale del giornalista sell’ANSA che dimostra non tanto ignoranza in questioni musicali ma della Storia degli ultimi 20 anni… magari è solo un refuso)
Si parlava di Red l’altro giorno e ho pensato che era certamente uno dei 5 dischi che preferisco. Qualche anno fa, quando i blog erano giovani, era molto di moda compilare liste del genere sull’onda di Alta Fedeltà di Nick Hornby ma io o non avevo ancora il blog oppure dormivo, quindi ecco ora la mia lista dei 5 dischi di cui non potrei fare a meno.
Genesis, The Lamb Lies Down On Broadway.
Non mi stanca mai, il libretto del CD è ormai consumato per la lettura continua della storia e dei testi di PG. Ora li so a memoria. Momento migliore la sequenza alla fine del primo disco: Hairless Heart, Counting Out Time, Carpet Crawlers, The Chamber Of 32 Doors.
King Crimson, Red.
Ne ho parlato l’altro giorno. Senza tempo. Sembra un disco uscito ieri, ma ha più di 30 anni (1974). Non mi piacciono i Nirvana ma Kurt Cobain l’ha definito il miglior disco di sempre. In un momento di lucidità ci ha azzeccato. Momento migliore: Starless.
Radiohead, OK Computer.
Il disco più recente nella mia lista (1997). Quando uscì sembrava arrivato da un altro pianeta. Ora tutti si ispirano (copiano) i Radiohead. Momento migliore: probabilmente Paranoid Android ma io ho una fissazione per Lucky.
Franco Battiato, Caffé De La Paix.
Un disco italiano. Ovviamente scelgo Battiato. Il momento più alto prima della virata filosofica in coppia con Sgalambro. A Parigi lo scorso inverno ho approfittato per fare una foto all’originale Café appena fuori l’Operà. Momento migliore: tutto il disco, tanto è breve.
The Alan Parsons Project, The Turn Of A Friendly Card.
Visti la scorsa settimana in concerto a Roma (no foto, ancora mi mangio le mani, ero in prima fila) . Il concerto con la musica più “pulita” a cui abbia mai assistito. E da colui che in pratica ha inventato la professione di ingegnere del suono c’era da aspettarselo. Turn è la summa del sound parsoniano. Momento migliore: Snake Eyes.
Non è vero che è la mia lista dei 5 dischi preferiti. Avrei dovuto metterci 5 dischi di PG e sarebbe stata monotona. Ho scelto secondo un criterio di varietà di generi (e di gusti), ma è dura non poterci mettere tante cose che ascolto quotidianamente. Fortuna che sta moda delle liste sui blog è finita qualche anno fa…