Archivio dei post nel quaderno "Web Design"
« Post precedenti
Post successivi »
scritto da Giovanni il 25 Giugno 2004
Una sola riga di mod_rewrite e non devo più impazzire per gestire in Wordpress i vecchi permalink di Blogger. Non mi rimane altro da fare che gestire i vecchi-vecchi permalink e dovrei aver finito…
Nota: i vecchi permalink sono quelli recentemente introdotti da Blogger con i post su singole pagine, mentre i “vecchi-vecchi” sono quelli con i post raggruppati per mese. Il problema è che questi ultimi sono identificati da un ID del tipo “106889881253853991″. Qualche idea che mi eviti di scrivere 74 regole in mod_rewrite (tanti sono i post scritti con Blogger)
scritto da Giovanni il 20 Maggio 2004
Il post precedente anche per sottolineare che da queste parti si passerà a Wordpress al più presto (come ha già fatto Ian nei giorni scorsi). Avevo preso in considerazione anche Textpattern (che, devo dire, mi piace particolarmente ed è gratuito), ma come dice Mark Pilgrim “Tutti i software non liberi sono strade senza uscita”. La tendenza ad imboccare la stessa strada percorsa da Six Apart con Movable Type, Dean Allen (il creatore di TextPattern) la dimostra fin dall’inizio: quando finirà il programma di beta testing dovrebbe partire anche il servizio di blog hosting TextDrive (analogo a TypePad e, come questo, a pagamento).
[E tutto finché non riuscirò finalmente a mettere mano al mio CMS in sviluppo: Factotum]
UPDATE: preciso che Textpattern è attualmente distribuito con licenza BSD, il che vuol dire che è sempre Free Software. Ma non siamo ancora a una versione definitiva e l’autore ha dichiarato di voler passare a un modello a sottoscrizione quando terminerà la fase di test.
scritto da Giovanni il 20 Maggio 2004
[Traduzione del post originale di Mark Pilgrim (Freedom 0) su Dive Into Mark - Traduzione autorizzata dall’autore con licenza Creative Commons]
Movable Type non è mai stato un Software Libero, nella definizione data dalla Free Software Foundation. E non è mai stato neanche un software Open Source, nella definizione data dalla Open Source Initiative. Six Apart è vissuta e ha prosperato nella comunità blog perché Movable Type era “abbastanza libero”.
Movable Type era distribuito insieme al codice sorgente, così da consentire a tutti quelli che ne fossero stati capaci di aggiungere nuove funzioni come le discussioni nei commenti o il blocco degli indirizzi IP. Non era possibile ridistribuire versioni complete della propria copia modificata di Movable Type, ma si potevano distribuire delle patch, e questo era “abbastanza libero”. Movable Type aveva un’eccellente architettura a plug-in, così da poter essere personalizzato con un numero impressionante di plug-in di terze parti. Non si aveva la libertà di ridistribuire Movable Type con i plug-in preinstallati, ma si potevano installare separatamente, e questo era “abbastanza libero”.
Movable Type tocca un punto sensibile di quelli difficili da definire, ma semplici da riconoscere quando vengono stimolati. Era anche anni luce avanti rispetto ai diretti concorrenti.
Comunque, Movable Type cominciò a stagnare mentre Six Apart cresceva e focalizzava i suoi interessi verso altre priorità, come TypePad. Le limitazioni di Movable Type 2.6 cominciarono allora a diventare progressivamente irritanti e valutai tutte le possibili alternative Open Source. Nessuna mi lasciò favorevolmente impressionato. Decisi quindi di aspettare pazientemente Movable Type 3.0.
Quando finalmente l’ora attesa arrivò, mi buttai a capofitto nel programma beta di Movable Type 3.0, restandone profondamente deluso. I download erano corrotti ed era necessario un attento debug per far funzionare il tutto. Le due maggiori novità erano TypeKey e la moderazione dei commenti. TypeKey era un’accozzaglia e non sembrava risolvere i problemi per cui era stato progettato. (Per quello che posso dire io, il maggior beneficio di TypeKey è il tenere lontane le persone contrarie al principio stesso di questa tecnologia. Sicuramente tra queste persone non ci sono gli spammer: nel poco tempo che ho testato il software, ho ricevuto diversi commenti da spammer regolarmente registrati con TypeKey.) La moderazione dei commenti andava abbastanza bene, ma non ricostruiva correttamente le pagine dopo la mia approvazione. L’aggiornamento dei miei template si è rivelato un inferno, in parte perchè molti nuovi tag non erano documentati e in parte perchè generavano un codice non valido. Un codice non valido!
E ieri ho saputo, come penso molti di voi, che Movable Type 3 verrà distribuito con un nuovo piano di licenze. 1 autore e 3 siti è gratuito. Fino a 3 autori e 5 siti: 100 dollari. Fino a 6 autori e 8 siti: 150 dollari. Fino a 9 autori e 10 siti: 190 dollari.
Io possiedo 11 siti realizzati con Movable Type. L’aggiornamento alla versione 3.0 mi costerà ben 700 dollari.
Ma aspetta! Se lo faccio subito, posso usufruire dello speciale prezzo di lancio di 600 dollari. Ma contano anche tutte le donazioni volontarie che ho fatto durante questi anni. 20 dollari e poi 45. Questo fa scendere ulteriormente il prezzo fino a 535 dollari.
E che dire di Movable Type 4? Quanto costerà?
Molte persone fraintendono i concetti di Free Software e di GNU General Public License. Queste persone ritengono la GPL una specie di mostro, perché è virale, il che suona come una cosa cattiva. Ecco cosa significa una licenza virale: il software GPL ha la sola restrizione di essere quello che è, e basta. La GPL impone diverse restrizioni sugli sviluppatori, ma nessuna sugli utenti finali. (Mi spiego meglio tra un minuto.) E poiché i programmi GPL hanno la sola restrizione di essere quello che sono, non possono diventare più restrittivi. Un aggiornamento non può toglierci la libertà di cui abbiamo goduto con le versioni precedenti.
Un effetto collaterale di questo è che, se io scrivo un programma GPL, ma successivamente perdo l’interesse e qualcun altro lo prende e ne continua lo sviluppo, deve per forza pubblicare la sua versione con licenza GPL. Un nuovo sviluppatore non può toglierci la libertà di cui abbiamo goduto con le versioni precedenti.
Ho citato questa cosa perché è esattamente quello che è avvenuto con Wordpress. La sua vita è cominciata come b2, che poi è stato abbandonato. Ma un anno fa, una nuova comunità si è riunita intorno ad un derivato all’originale b2 che è diventato Wordpress. La nuova comunità includeva alcuni degli sviluppatori originali, ma anche molti nuovi sviluppatori. E siccome il software originale era distribuito con licenza GPL, anche WordPress è stato distribuito con licenza GPL.
A nessuno è permesso creare un derivato di Movable Type, perché non è open source.
Il team di sviluppo di Wordpress sta lavorando al rilascio della versione 1.2. Questa versione sarà distribuita con licenza GPL. La versione 1.3, se e quando verrà alla luce, sarà distribuita con licenza GPL. La versione 2.0, se e quando verrà alla luce, sarà distribuita con licenza GPL. Questo vuol dire che non avrò brutte soprese con la licenza di nuove versioni di Wordpress.
La liberta 0 è la libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo. Wordpress mi dà questa libertà, Movable Type no. Non me l’ha mai data, ma era “abbastanza libero” e nessuno se ne è preoccupato, me incluso. Ma Movable Type 3.0 ha cambiato le regole e i prezzi mi hanno escluso dal mercato. Non ho la libertà di esiguire il programma per ogni scopo, ho solo quell’insieme limitato di libertà che Six Apart ha pensato fossero giuste per me e ogni nuova versione sembra avere ancora meno libertà. Con Movable Type 2.6, io potevo gestire 11 siti. Con la versione 3.0 mi costerà 535 dollari.
Wordpress è Software Libero. Le sue regole non cambieranno mai. E nell’eventualità che la comunità di Wordpress abbandoni lo sviluppo, una nuova comunità si potrà formare intorno al codice orfano. È già successo una volta. E nell’eventualità poco probabile che tutti gli sviluppatori (inclusi quelli dell’originale b2) si accordassero per distribuire il programma con una licenza più restrittiva, io potrei sempre prendere la versione attuale distribuita con licenza GPL e costruire una nuova comunità intorno ad essa. Cìè sempre un cammino che porta in avanti. Non ci sono strade senza uscita.
Movable Type è una strada senza uscita. Alla lunga, l’utilità di tutti i software non liberi si avvicina a zero. Tutti i software non liberi sono strade senza uscita.
Questo sito [Dive into Mark, ndT] ora utilizza Wordpress. Grazie a tutte le meravigliose persone sul canale IRC #wordpress sono stato in grado di migrare quasi tutta la mia complessa configurazione Movable Type, inclusi gli URL personalizzati (così i permalink ancora funzionano e non dovete sottoscrivere di nuovo i miei feed).
La questione non è su chi abbia il diritto di guadagnarsi da vivere (tutti ce l’hanno); non è su come siano simpatici Ben e Mena (li ho incontrati, sono veramente simpatici); e non è sicuramente sul fatto di poter mangiare. Ho preso i 535 dollari che mi sarebbe costata la licenza di Movable Type e li ho donati agli sviluppatori di Wordpress.
Non è una questione di soldi. È una questione di libertà.
scritto da Giovanni il 13 Maggio 2004
Deve essere una malattia contagiosa tra i blog e i siti che visito più spesso: Zeldman ha cambiato pelle, Argazzi pure, La Pizia ha ripristinato il suo blogrolling e anche Cavedoni sembra stia rifacendo il trucco al suo sito. Se questo non basta, Blogger è rinato con un nuovo design (opera dei tipi di Adaptive Path e di Doug Bowman) e nuove funzionalità come i commenti o i permalink con URI un po’ più facile da ricordare. Visto che ci pensavo da tempo, ho deciso anch’io di mettermi di nuovo al lavoro per qualcosa di diverso (un po’ troppo autunnale il vecchio design) e intanto sto usando uno dei nuovi template di Blogger, chiamato Rounders.
scritto da Giovanni il 16 Febbraio 2004
Ecco allora il mio convertitore da Atom a RSS in PHP. Ringrazio Antonio per il suo script originale e la “dritta” che mi ha dato per risolvere un problema del mio script e Ian per il suo velocissimo test.
scritto da Giovanni il 15 Febbraio 2004
Altri cinque minuti e ho risolto il problema del mio convertitore da Atom a RSS in PHP. Beh, la dritta me l’ha data Antonio Cavedoni: mi ero dimenticato di impostare il MIME type dell’output a application/xml.
Ecco allora il mio bel feed RSS. Ed ecco lo script PHP che genera il tutto. Il file XSL lo potete invece scaricare dal sito di Antonio. Non dovete far altro che cambiare la variabile $atom_file con il nome del vostro file Atom e mettere i due file scaricati nella stessa cartella contenente il vostro feed Atom.
Nei prossimi giorni appronterò anche una pagina per il progettino.
scritto da Giovanni il 15 Febbraio 2004
Solo cinque minuti ci ho messo per fare un semplice servizio di conversione da Atom 0.3 a RSS 1.0 in PHP. Il mio servizio è basato su quello realizzato da Antonio Cavedoni (scritto invece in Python) del quale utilizza il file XSL. Devo controllare alcune cose, perché i file generati non sono proprio uguali, ma a prima vista il feed sembra funzionare su FeedDemon.
scritto da Giovanni il 14 Febbraio 2004
Il sempre eccezionale Antonio Cavedoni ha risolto il problema che mi affliggeva: i feed in formato Atom non sono supportati dalla maggior parte degli aggregatori. Ora, grazie al suo Atom 0.3 to RSS 1.0, Appunti Disordinati di Viaggio ha il suo bel feed RSS.
scritto da Giovanni il 2 Dicembre 2003
La mia esperienza con i CSS si è costruita più sulla pratica che con uno studio metodico. Dalla prossima settimana mi riprometto di mettermi a studiare le cosa seriamente. E voglio partire da questo (via Willison).
scritto da Giovanni il 30 Novembre 2003
Una selezione di blog poco famosi, ma dal design accattivante e estremamente usabili (via css-discuss). A me piace soprattutto questo.
« Post precedenti
Post successivi »