Questo è l'archivio di Appunti disordinati di viaggio, il blog personale di Giovanni Riccardi, attivo dal novembre 2003 all'aprile 2007.
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«Un uomo si mette in marcia per trovare passo a passo la saggezza. Non è ancora arrivato.»
(Italo Calvino)


Archivio dei post nel quaderno "Technica"

Sfugge qualcosa anche a me…

scritto da Giovanni il 17 Dicembre 2004

Ci voleva Luca Sofri per mettere nero su bianco un pensiero che mi frulla per la testa da qualche settimana.

quaderni: Ragnatela, Technica

Dynamic Java

scritto da Giovanni il 9 Dicembre 2004

Ecco cosa succede se gli sviluppatori di Java, Python, Perl, Parrot, Jython e Groovy si trovano insieme nella stessa stanza (via Simon Willison).

quaderni: Technica

Integrazione forum web con Usenet/2

scritto da Giovanni il 1 Luglio 2004

Ancora sulla questione dell'’integrazione. Questa cosa non è naturalmente per chi già usa un newsreader ma per chi non lo usa e vuole usare il forum (per qualsivoglia motivo). Gli si fa credere che sia un forum ma poi alla fine i messaggi vengono postati sul newsgroup con un apposito tag. Noi che usiamo il newsreader dobbiamo solo prendere l’abitudine di mettere il tag in modo che questi messaggi appaiano anche nel forum.

Alcune funzionalità avanzate che si potrebbero avere:

  1. l’amministratore del forum ha accesso a tutti i messaggi del NG e può includere i thread che ritiene interessanti (anche non strettamente legati all’argomento del forum)
  2. si puo integrare nella stessa interfaccia delllo pseudo-forum un forum vero e proprio, (ad esempio quello privato per noi della redazione di Terra D’IF)

quaderni: Technica, XYZZY

Integrazione forum web con Usenet

scritto da Giovanni il 1 Luglio 2004

Su it.comp.giochi.avventure.testuali si sta discutendo se non sia negativo per la comunità già esigua di appassionati il nuovo forum web di Terra d’IF. La mia proposta è quella di integrare il forum web con Usenet magari filtrando sul forum solo i messaggi relativi alla fanzine. Cercando un software in giro per il Web mi sono imbattuto in questo Papercut. Esperimenti nei prossimi giorni.

quaderni: Technica, XYZZY

Rewriting

scritto da Giovanni il 25 Giugno 2004

Una sola riga di mod_rewrite e non devo più impazzire per gestire in Wordpress i vecchi permalink di Blogger. Non mi rimane altro da fare che gestire i vecchi-vecchi permalink e dovrei aver finito…

Nota: i vecchi permalink sono quelli recentemente introdotti da Blogger con i post su singole pagine, mentre i “vecchi-vecchi” sono quelli con i post raggruppati per mese. Il problema è che questi ultimi sono identificati da un ID del tipo “106889881253853991″. Qualche idea che mi eviti di scrivere 74 regole in mod_rewrite (tanti sono i post scritti con Blogger)

Similia

scritto da Giovanni il 16 Giugno 2004

Un nuovo progetto, appena lanciato sulla mailing list Blog-o-Sfera (grazie a Vanz per l’interesse e l’attenzione).

quaderni: Appunti, Technica

Wordpress

scritto da Giovanni il 20 Maggio 2004

Il post precedente anche per sottolineare che da queste parti si passerà a Wordpress al più presto (come ha già fatto Ian nei giorni scorsi). Avevo preso in considerazione anche Textpattern (che, devo dire, mi piace particolarmente ed è gratuito), ma come dice Mark Pilgrim “Tutti i software non liberi sono strade senza uscita”. La tendenza ad imboccare la stessa strada percorsa da Six Apart con Movable Type, Dean Allen (il creatore di TextPattern) la dimostra fin dall’inizio: quando finirà il programma di beta testing dovrebbe partire anche il servizio di blog hosting TextDrive (analogo a TypePad e, come questo, a pagamento).

[E tutto finché non riuscirò finalmente a mettere mano al mio CMS in sviluppo: Factotum]

UPDATE: preciso che Textpattern è attualmente distribuito con licenza BSD, il che vuol dire che è sempre Free Software. Ma non siamo ancora a una versione definitiva e l’autore ha dichiarato di voler passare a un modello a sottoscrizione quando terminerà la fase di test.

quaderni: Technica, Web Design

Libertà 0

scritto da Giovanni il 20 Maggio 2004

[Traduzione del post originale di Mark Pilgrim (Freedom 0) su Dive Into Mark - Traduzione autorizzata dall’autore con licenza Creative Commons]


Movable Type non è mai stato un Software Libero, nella definizione data dalla Free Software Foundation. E non è mai stato neanche un software Open Source, nella definizione data dalla Open Source Initiative. Six Apart è vissuta e ha prosperato nella comunità blog perché Movable Type era “abbastanza libero”.

Movable Type era distribuito insieme al codice sorgente, così da consentire a tutti quelli che ne fossero stati capaci di aggiungere nuove funzioni come le discussioni nei commenti o il blocco degli indirizzi IP. Non era possibile ridistribuire versioni complete della propria copia modificata di Movable Type, ma si potevano distribuire delle patch, e questo era “abbastanza libero”. Movable Type aveva un’eccellente architettura a plug-in, così da poter essere personalizzato con un numero impressionante di plug-in di terze parti. Non si aveva la libertà di ridistribuire Movable Type con i plug-in preinstallati, ma si potevano installare separatamente, e questo era “abbastanza libero”.

Movable Type tocca un punto sensibile di quelli difficili da definire, ma semplici da riconoscere quando vengono stimolati. Era anche anni luce avanti rispetto ai diretti concorrenti.

Comunque, Movable Type cominciò a stagnare mentre Six Apart cresceva e focalizzava i suoi interessi verso altre priorità, come TypePad. Le limitazioni di Movable Type 2.6 cominciarono allora a diventare progressivamente irritanti e valutai tutte le possibili alternative Open Source. Nessuna mi lasciò favorevolmente impressionato. Decisi quindi di aspettare pazientemente Movable Type 3.0.

Quando finalmente l’ora attesa arrivò, mi buttai a capofitto nel programma beta di Movable Type 3.0, restandone profondamente deluso. I download erano corrotti ed era necessario un attento debug per far funzionare il tutto. Le due maggiori novità erano TypeKey e la moderazione dei commenti. TypeKey era un’accozzaglia e non sembrava risolvere i problemi per cui era stato progettato. (Per quello che posso dire io, il maggior beneficio di TypeKey è il tenere lontane le persone contrarie al principio stesso di questa tecnologia. Sicuramente tra queste persone non ci sono gli spammer: nel poco tempo che ho testato il software, ho ricevuto diversi commenti da spammer regolarmente registrati con TypeKey.) La moderazione dei commenti andava abbastanza bene, ma non ricostruiva correttamente le pagine dopo la mia approvazione. L’aggiornamento dei miei template si è rivelato un inferno, in parte perchè molti nuovi tag non erano documentati e in parte perchè generavano un codice non valido. Un codice non valido!

E ieri ho saputo, come penso molti di voi, che Movable Type 3 verrà distribuito con un nuovo piano di licenze. 1 autore e 3 siti è gratuito. Fino a 3 autori e 5 siti: 100 dollari. Fino a 6 autori e 8 siti: 150 dollari. Fino a 9 autori e 10 siti: 190 dollari.

Io possiedo 11 siti realizzati con Movable Type. L’aggiornamento alla versione 3.0 mi costerà ben 700 dollari.

Ma aspetta! Se lo faccio subito, posso usufruire dello speciale prezzo di lancio di 600 dollari. Ma contano anche tutte le donazioni volontarie che ho fatto durante questi anni. 20 dollari e poi 45. Questo fa scendere ulteriormente il prezzo fino a 535 dollari.

E che dire di Movable Type 4? Quanto costerà?

Molte persone fraintendono i concetti di Free Software e di GNU General Public License. Queste persone ritengono la GPL una specie di mostro, perché è virale, il che suona come una cosa cattiva. Ecco cosa significa una licenza virale: il software GPL ha la sola restrizione di essere quello che è, e basta. La GPL impone diverse restrizioni sugli sviluppatori, ma nessuna sugli utenti finali. (Mi spiego meglio tra un minuto.) E poiché i programmi GPL hanno la sola restrizione di essere quello che sono, non possono diventare più restrittivi. Un aggiornamento non può toglierci la libertà di cui abbiamo goduto con le versioni precedenti.

Un effetto collaterale di questo è che, se io scrivo un programma GPL, ma successivamente perdo l’interesse e qualcun altro lo prende e ne continua lo sviluppo, deve per forza pubblicare la sua versione con licenza GPL. Un nuovo sviluppatore non può toglierci la libertà di cui abbiamo goduto con le versioni precedenti.

Ho citato questa cosa perché è esattamente quello che è avvenuto con Wordpress. La sua vita è cominciata come b2, che poi è stato abbandonato. Ma un anno fa, una nuova comunità si è riunita intorno ad un derivato all’originale b2 che è diventato Wordpress. La nuova comunità includeva alcuni degli sviluppatori originali, ma anche molti nuovi sviluppatori. E siccome il software originale era distribuito con licenza GPL, anche WordPress è stato distribuito con licenza GPL.

A nessuno è permesso creare un derivato di Movable Type, perché non è open source.

Il team di sviluppo di Wordpress sta lavorando al rilascio della versione 1.2. Questa versione sarà distribuita con licenza GPL. La versione 1.3, se e quando verrà alla luce, sarà distribuita con licenza GPL. La versione 2.0, se e quando verrà alla luce, sarà distribuita con licenza GPL. Questo vuol dire che non avrò brutte soprese con la licenza di nuove versioni di Wordpress.

La liberta 0 è la libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo. Wordpress mi dà questa libertà, Movable Type no. Non me l’ha mai data, ma era “abbastanza libero” e nessuno se ne è preoccupato, me incluso. Ma Movable Type 3.0 ha cambiato le regole e i prezzi mi hanno escluso dal mercato. Non ho la libertà di esiguire il programma per ogni scopo, ho solo quell’insieme limitato di libertà che Six Apart ha pensato fossero giuste per me e ogni nuova versione sembra avere ancora meno libertà. Con Movable Type 2.6, io potevo gestire 11 siti. Con la versione 3.0 mi costerà 535 dollari.

Wordpress è Software Libero. Le sue regole non cambieranno mai. E nell’eventualità che la comunità di Wordpress abbandoni lo sviluppo, una nuova comunità si potrà formare intorno al codice orfano. È già successo una volta. E nell’eventualità poco probabile che tutti gli sviluppatori (inclusi quelli dell’originale b2) si accordassero per distribuire il programma con una licenza più restrittiva, io potrei sempre prendere la versione attuale distribuita con licenza GPL e costruire una nuova comunità intorno ad essa. Cìè sempre un cammino che porta in avanti. Non ci sono strade senza uscita.

Movable Type è una strada senza uscita. Alla lunga, l’utilità di tutti i software non liberi si avvicina a zero. Tutti i software non liberi sono strade senza uscita.

Questo sito [Dive into Mark, ndT] ora utilizza Wordpress. Grazie a tutte le meravigliose persone sul canale IRC #wordpress sono stato in grado di migrare quasi tutta la mia complessa configurazione Movable Type, inclusi gli URL personalizzati (così i permalink ancora funzionano e non dovete sottoscrivere di nuovo i miei feed).

La questione non è su chi abbia il diritto di guadagnarsi da vivere (tutti ce l’hanno); non è su come siano simpatici Ben e Mena (li ho incontrati, sono veramente simpatici); e non è sicuramente sul fatto di poter mangiare. Ho preso i 535 dollari che mi sarebbe costata la licenza di Movable Type e li ho donati agli sviluppatori di Wordpress.

Non è una questione di soldi. È una questione di libertà.

quaderni: Technica, Web Design

Google Mail

scritto da Giovanni il 4 Maggio 2004

Nel frattempo, come utente Blogger sono una delle prime persone che può provare il nuovo servizio email di Google (testuali parole sul mio account Blogger). Mi sono appena iscritto. È Google. E si vede…

quaderni: Ragnatela, Technica

Programmazione e scrittura: qualche lettura

scritto da Giovanni il 27 Marzo 2004

Via Willison, tre link per i programmatori.
How to be a Programmer: A Short, Comprehensive, and Personal Summary è un lungo articolo in cui le tecniche di programmazione sono miscelate con un po’ di psicologia (con cose del tipo “How to stay motivated”) e di sociologia (”How to communicate well”). Ad una prima, veloce lettura mi sembra molto interessante.
What Every Computer Scientist Should Know About Floating-Point Arithmetic è un’articolo molto tecnico, tratto dai manuali di Sun, sull’aritmetica Floating Point. Sembra essere un reprint di un articolo pubblicato su Computing Surveys dell’ACM. La settimana prossima vado in facoltà e vedo se lo trovo in biblioteca.
Why American Computing Science Seems Incurable (formato PDF, scansione dell’originale scritto a mano) è un breve e poco conosciuto articolo di Edsger Dijkstra, uno dei padri dell’informatica moderna (suo è l’algoritmo per determinare il cammino minimo su un grafo che serve, tra le altre cose, per il routing dei pacchetti sulla Rete). Secondo Dijkstra, la pressione fatta dall’industria sta cambiando la definizione di buon programmatore da “una persona che sa fare programmi efficienti” in una che pensa all’accettazione del mercato come criterio di qualità (ho citato, traducendo velocemente, da questo blog dove ho preso il link all’originale in PDF).

Via Luisa Carrada, qualche tempo fa ero venuto a conoscenza e avevo scaricato la Style Guide della BBC. Imperdibile, per chi come me spesso si trova a dover scrivere in Inglese, ma anche per tutti gli altri con numerosi consigli di buona scrittura. “Well written English is easier to understand than poorly written English”, ma questo vale anche per l’Italiano.
Sempre tramite il blog di Luisa ho scoperto questa serie di libri da leggere per imparare a scrivere. Alla prossima visita in libreria saprò già verso quale scaffale dirigermi…

quaderni: Technica, Quarantadue

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