“Clean up your own mess”
scritto da Giovanni il 20 Ottobre 2006
Vita: istruzioni per l’uso.
(Lost, Season 3, Episodio 3: Further Instructions)
quaderni: 1 Aprile '76, Quarantadue
tag: lost
Questo è l'archivio di Appunti disordinati di viaggio, il blog personale di Giovanni Riccardi, attivo dal novembre 2003 all'aprile 2007.
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«Un uomo si mette in marcia per trovare passo a passo la saggezza. Non è ancora arrivato.»
(Italo Calvino)

scritto da Giovanni il 20 Ottobre 2006
Vita: istruzioni per l’uso.
(Lost, Season 3, Episodio 3: Further Instructions)
quaderni: 1 Aprile '76, Quarantadue
tag: lost
scritto da Giovanni il 10 Ottobre 2006
Ora è chiaro. Tutto il sistema anti-terroristi dell’amministrazione Bush (il programma è scritto in C) si basa su semplicissimo ma piuttosto diffuso errore di programmazione:
if (person = terrorist) {
punish_severely();
} else {
exit(-1);
}
Scopri il bug! (via Boing Boing)
quaderni: Quarantadue
tag: c code, terrorismo, bush
scritto da Giovanni il 7 Ottobre 2006
Ha rispettato tutte le attese il primo episodio della terza stagione di Lost. Come sottolinea Gianluca Neri era difficile ripetere il colpo di scena iniziale della seconda stagione compreso l’azzeccatissimo accompagnamento musicale. Lo stupendo Make Your Own Kind Of Music iniziale della seconda stagione ha avuto come degno erede Downtown di Petula Clark (qui il download della canzone se volete). Il titolo dell’episodio è ovviamente preso dal romanzo di Dickens , ma non mi ricordavo assolutamente questa cosa sottolineata sa Suzukimaruti:
Dickens, infatti, ha scritto il romanzo a puntate, settimana dopo settimana, su un periodico autogestito. E nel mezzo ascoltava e riceveva per posta i feedback dei lettori, adattando di conseguenza la trama e la caratterizzazione dei personaggi.
[…]
In letteratura “A Tale Of Two Cities” si studia come romanzo “rivoluzionario” nei metodi creativi, chissà se un giorno si potrà dire altrettanto di Lost.
Non so se è stato notato da qualcuno, ma il primo episodio di ogni stagione (e questa terza non fa eccezione) inizia con un occhio che si apre (erano quello di Locke e di Desmond nelle prime due stagioni). Come a dire: apri bene gli occhi perché non crederai a quello che vedrai.
quaderni: Quarantadue
tag: dickens, downtown, petula clark, tale of two cities, lost
scritto da Giovanni il 4 Ottobre 2006
OK, ho sviluppato negli ultimi mesi questa sorta di dipendenza da serie tv americane. Non ne posso fare a meno.
Il mio palinsesto personale quotidiano (sia lodato bittorrent, amen).
Friends. Volevo rivedere una serie che mi era piaciuta parecchio, ma che in TV non avevo seguito oltre la settima stagione. In agosto ho cominciato prima a rivedermi gli episodi doppiati in italiano per poi accorgermi che l’originale inglese non ha paragoni: dialoghi serrati e battute bellissime che hanno finalmente un senso. Attualmente sono a metà della quarta stagione.
Numb3rs. La settimana scorsa è cominciata la terza stagione di questa bella serie della CBS dedicata alla matematica. Ne avevo parlato a giugno e nel frattempo ho visto anche tutta la seconda stagione.
Felicity. Da grande appassionato di Alias volevo proprio vedere la prima fatica di J.J. Abrams. Beh, quest’uomo è un genio della scrittura, o almeno di quella che piace a me. E anche se Felicity è un prodotto un po’ acerbo, già si vedono gli elementi che caratterizzeranno Alias e poi Lost, soprattutto l’ottima caratterizzazione dei personaggi (in particolare quelli femminili) e delle loro relazioni. Il tutto è condito da una colonna sonora bellissima (con nomi tipo Peter Gabriel o Kate Bush). L’ho iniziato a vedere in italiano (sul satellite la serie è andata in onda il mese scorso) ma sono passato subito all’originale. Senza paragoni ovviamente (anche se devo dire il doppiaggio non mi è dispiaciuto). Nota personale a margine: a 18 anni (ma anche qualcuno di più, forse) mi sarei certamente innamorato di una come Felicity (la interpreta Keri Russel).
Battlestar Galactica. Scaricata e vista la miniserie del 2003, devo solo trovare il tempo per vedere anche le due stagioni della serie tv andate già in onda, così come la serie di episodi mandati sul web. E tra due giorni inizia la terza stagione. Non esprimo giudizi prima di vedere tutto o quasi, ma devo dire che mi è piaciuto moltissimo quello che ho visto. È secondo me un tipo di fantascienza che piace anche ai non appassionati.
Studio 60 on the Sunset Strip. Bellissima, stupenda nuova serie della NBC di cui sono andate in onda già i primi due episodi. Racconta il dietro le quinte di uno show televisivo che si chiama proprio “Studio 60 on the Sunset Strip” (insoma uno show dentro uno show). Protagonista è Matthew Perry (il Chandler di Friends) e la serie è scritta da Aaron Sorkin di cui leggo un gran bene in giro. Mai visto qualcosa con dialoghi più serrati di Studio 60, e devo ammettere che faccio anche un po’ di fatica a seguire, visto il mio inglese. Ma ne vale la pena.
Lost. Si riparte con la terza serie. E domani mattina bittorrent pronto per scaricare la puntata che dovrebbe andare in onda oggi (orario americano). Si preannunciano colpi di scena eccezionali, considerando anche le rivelazioni uscite fuori da Lost Experience, l’Alternate Reality Game che questa estate ha tenuto occupati milioni di fans in tutto il mondo. Io mi sono limitato a seguire la cosa su qualche sito (vedi per esempio questo riassunto su TVBlog). In religioso silenzio aspetto la premiere della terza stagione. Commenti dopo.
quaderni: Quarantadue
tag: aaron sorkin, alias, battlestar galactica, felicity, friends, j.j. abrams, keri russel, lost, numb3rs, studio 60, tv series
scritto da Giovanni il 19 Settembre 2006
Non serve molto: un po’ di matematica di base dovrebbe bastare a capire che il tizio che ha scritto questo è un genio.
quaderni: Quarantadue, Eulero
tag: matematica
scritto da Giovanni il 5 Settembre 2006
- Chi siete?
- Cosa portate?
- Si ma, quanti siete?
- Un fiorino!
Non voglio parlare della scena cult del film Non ci resta che piangere con Troisi e Benigni alle prese col doganiere, ma dei problemi dell’acquisto online e delle tasse di sdoganamento che da qualche tempo a questa parte le Poste stanno applicando ai pacchi provenienti da Amazon e altri e-store d’oltreoceano… Discussione molto interessante a partire da questo post di Luca Sofri (e seguenti: #1, #2, #3, #4, #5, #6, #7).
Update: Il sito dell’Agenzia delle Dogane e questa pagina su eBay (per approfondire la questione).
quaderni: Ragnatela, Quarantadue
tag: amazon, tasse doganali, dogana
scritto da Giovanni il 25 Agosto 2006
Se i dettagli della missione di peace keeping in Libano sono effettivamente spiegati in 50 slide Powerpoint, io sono seriamente preoccupato per come andrà a finire…
quaderni: Quarantadue
tag: powerpoint, libano
scritto da Giovanni il 12 Agosto 2006
quaderni: Ragnatela, Quarantadue
tag: scooting & shooting, videoblog, biccio
scritto da Giovanni il 1 Agosto 2006
Riascoltavo Red, uno di quei rari dischi vecchi (più di trent’anni) che sembrano usciti giusto ieri tanto sono moderni. Mi soffermavo in particolare su uno dei miei pezzi preferiti, Starless, con quell’eccezionale attacco di mellotron seguito dal cantato caldissimo di Wetton che si intreccia col sax per continuare con l’ipnotica chitarra di Fripp che poi esplode nel finale con la batteria tentacolare di Bruford (12 minuti di musica descritti in una frase! qua una recensione come si deve del brano e di tutto l’album).
Di Starless rileggevo il testo e ho scoperto (non lo sapevo) che il verso principale delle liriche, “Starless and bible black“, è una citazione di Under Milk Wood (”Sotto il bosco di Latte”), opera radiofonica del poeta inglese Dylan Thomas. Di Dylan Thomas ho vaghissimi ricordi per averlo studiato al liceo (la prof di inglese era particolarmente fissata con quest’autore) ma ai tempi non mi era particolarmente piaciuto. Under Milk Wood è invece bellisimo: lo sto leggendo in questi giorni mentre seguo la registrazione orginale della BBC trasmessa nel 1963 con la voce narrante di Richard Burton.
La stessa versione (sempre con la voce di Richard Burton) fu trasmessa dalla Rai che ora ha restaurato i padelloni originali da cui fu messa in onda. Se ne possono anche ascoltare degli estratti.
Scopro quindi RadioScrigno il progetto di Radio Rai per il recupero (e il restaturo) delle vecchie (e vecchissime) trasmissioni andate on air. C’è anche il podcast per essere aggiornati sulle nuove aggiunte all’archivio. Tra i restauri assolutamente da ascoltare un Amleto recitato da un giovane Vittorio Gassman e trasmesso il 2 gennaio 1953.
E il gracchiare che fa da sottofondo a queste vecchie registrazioni si sposa molto bene con queste calde serate estive (luce spenta, volume non eccessivamente alto…)
quaderni: The Musical Box, Quarantadue
tag: amleto, bbc, dylan thomas, king crimson, radio rai, radioscrigno, richard burton, starless, under milk wood, vittorio gassman, red
scritto da Giovanni il 12 Luglio 2006
Come mi segnalano nei commenti a questo post , ora c’è il Materazzi Generator. Se non potete aspettare che si faccia chiarezza sulle parole del difensore azzurro, potete suggerire voi le parole.
quaderni: Quarantadue
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