Archivio dei post nel quaderno "Frame By Frame"
scritto da Giovanni il 1 Giugno 2006,
Terminato Alias, dopo ben 5 anni (bello il doppio puntatone finale andato in onda la settimana scorsa, anche se soffriva di una certa “fretta” nella narrazione) e conclusa la seconda stagione di Lost (finale col botto, così come nel primo episodio della stagione), qui non si è perso tempo e si è passati alla visione di tutta la prima stagione di Numb3rs, serie prodotta da Ridley Scott, trasmessa dalla CBS e dedicata alla matematica (una specie di C.S.I. in cui i crimini sono risolti con metodi matematici). Qui da noi sono andati in onda a febbraio i primi 4 episodi su RaiDue, ma la serie è stata misteriosamente interrotta. A parte che l’edizione italiana soffre di alcuni evidenti errori di traduzione (evidenti per chi ne sa un po’ di matematica), il mio consiglio è recuperare direttamente le puntate originale nei soliti circuiti di file sharing.
scritto da Giovanni il 22 Maggio 2006,
“Una cagata pazzesca”. Così ne Il Secondo Tragico Fantozzi, il nostro ragioniere preferito commentava la visione della Corazzata Potemkin. Beh, il film di Ron Howard non è che cui vada tanto lontano…
A parte gli scherzi, non mi sono mai annoiato tanto al cinema. Non ho letto il libro, ma mi dicevano che era un triller e questo è tutto tranne un triller. La sceneggiatura fa acqua da tutte le parti e c’è almeno un errore evidente verso la fine del film (in un dialogo, ma potrebbe essere un errore nell’adattamento italiano). Leggevo nei giorni scorsi che questo genio di sceneggiatore, tal Akiva Goldsman (Oscar per la miglior sceneggiatura non originale di A Beautiful Mind) ha scritto 4 sceneggiature prima di scegliere quella del film (e si è ispirato addirittura a Hitchcock): se ha scelto la migliore tra le 4, non ho idea di come siano le altre tre. Gli attori recitano senza passione: bravi tutti, ma con quei dialoghi sfido tutti a metterci passione. Ron Howard, riproduce pari pari alcune scene di A Beautiful Mind, come quando Langon/Hanks deve decifrare il criptex: scena uguale a quella in cui Russell Crowe/John Nash decifra i codici in A Beautiful Mind (cambiando personaggio e soggetto, il risultato non cambia).
Notare che non ho parlato della trama e delle presunte invenzioni storiche su cui è basata: il film si smonta tranquillamente da solo senza considerarle. Obbiettivamente però sono evidenti e probabilmente il film per i difetti di cui sopra le sottolinea ancora di più del libro (non ho letto il libro, come ho detto). La prima cosa che ho pensato all’uscita dal cinema è che un qualsiasi albo di Martin Mystere è più documentato sul Graal e sulle leggende che ci girano intorno. Su questo punto, mentre scrivo il mio commento, leggo quello di Dave Winer che ha visto il film dall’altra parte del globo. Non posso far altro che concludere con le sue parole:
There are no lessons in this movie about antiquity, but an unintentional but clear message about the spineless lackluster times we live in.
Yeah it was worth seeing, if only to understand how dead popular culture is.
Insomma, andiamolo pure a vedere, ma culturalmente siamo messi proprio male.
scritto da Giovanni il 6 Maggio 2006,
L’ultimo episodio di Lost è di quelli che da senza-parole-per-almeno-mezzora. E il successivo sembra su livelli anche più alti a giudicare dal trailer (il video viene dopo un po’ di pubblicità e occhio che dopo partono a raffica altri video con i momenti salienti dell’ultimo episodio… sconsiglio la visione a chi non vuole rovinarsi la sorpresa).
(Ma anche la quinta stagione di Alias non scherza).
scritto da Giovanni il 3 Settembre 2004,
when the world ends.
scritto da Giovanni il 28 Dicembre 2003, Commenti disattivati
Interessante paragone, quello fatto da Christopher Lee, a proposito della sua interpretazione di Saruman Il Bianco nei tre film de Il Signore Degli Anelli. In uno dei documentari presenti nelle appendici della versione estesa del DVD de Le Due Torri, Lee paragona Saruman a Hitler facendo notare come in entrambi il potere si manifestasse nella voce durante i discorsi alle folle.
scritto da Giovanni il 19 Dicembre 2003, Commenti disattivati
A me è piaciuto. Non sarà un capolavoro e forse la regista calca un po’ troppo la mano con tutti quei luoghi comuni sulla società nipponica, ma è girato bene, recitato altrettanto bene e la colonna sonora è - incredibilmente - una colonna sonora (e non una accozzaglia di canzoni messe lì a caso) con scelte sonore veramente azzeccate e il recupero di alcune chicche di qualche annetto fa (bellissima la scena in cui Bill Murray al karaoke canta More than this dei Roxy Music!). L’ho trovato delicato e mai eccessivo. E la mia opinione è condivisa da molti (avevo deciso di vederlo proprio dopo aver letto le ottime critiche trovate in giro per la Rete). Serena non condivide. La trama è un po’ povera, secondo lei.
E siccome la par condicio è ancora legge dello stato (qualcuno pensa che non sia più necessaria, leggevo stamattina), ecco una recensione non troppo positiva del film (via Luca Sofri). Così avete più elementi per votarlo “film dell’anno” o buttarlo nel cestino della spazzatura.
Io sono dell’idea che ormai il cinema ci ha talmente abituati all’eccezionalità che non riusciamo più a vedere la bellezza (cinematografica, s’intende) nelle cose semplici…