A me è piaciuto. Non sarà un capolavoro e forse la regista calca un po' troppo la mano con tutti quei luoghi comuni sulla società nipponica, ma è girato bene, recitato altrettanto bene e la colonna sonora è - incredibilmente - una colonna sonora (e non una accozzaglia di canzoni messe lì a caso) con scelte sonore veramente azzeccate e il recupero di alcune chicche di qualche annetto fa (bellissima la scena in cui Bill Murray al karaoke canta More than this dei Roxy Music!). L'ho trovato delicato e mai eccessivo. E la mia opinione è condivisa da molti (avevo deciso di vederlo proprio dopo aver letto le ottime critiche trovate in giro per la Rete). Serena non condivide. La trama è un po' povera, secondo lei.
E siccome la par condicio è ancora legge dello stato (qualcuno pensa che non sia più necessaria, leggevo stamattina), ecco una recensione non troppo positiva del film (via Luca Sofri). Così avete più elementi per votarlo "film dell'anno" o buttarlo nel cestino della spazzatura.
Io sono dell'idea che ormai il cinema ci ha talmente abituati all'eccezionalità che non riusciamo più a vedere la bellezza (cinematografica, s'intende) nelle cose semplici...