scritto da Giovanni il 26 Agosto 2006,
Anche se qui gli studi sono stati interrotti da almeno un paio d’anni (ad un passo dalla laurea, ma si conta di riprendere al più presto), si continuano comunque a seguire gli sviluppi della matematica. E anche se la topologia non è esattamente il mio campo di specializzazione, la notizia della settimana (e forse dell’anno) è il rifiuto da parte di Perelman della Medaglia Fields assegnata per la sua dimostrazione della Congettura di Poincaré. La Medaglia Fields è la massima onorificenza per un matematico (non esiste il Nobel per i matematici) e la Congettura di Poincaré è uno dei 7 Millennium Prize Problems, problemi matematici irrisolti, la cui soluzione fa guadagnare all’autore ben 1 milione di dollari.
C’è un bell’articolo sul New Yorker scritto da Sylvia Nasar (l’autrice di A Beautiful Mind, il libro da cui è stato tratto il film) che oltre a spiegare tutta la storia della dimostrazione della congettura, delinea molto bene la figura di Perelman, che vive recluso a S. Petroburgo con la madre, e dei rapporti spesso conflittuali (per non esagerare) nella comunità dei matematici.
scritto da Giovanni il 25 Agosto 2006,
Se i dettagli della missione di peace keeping in Libano sono effettivamente spiegati in 50 slide Powerpoint, io sono seriamente preoccupato per come andrà a finire…
scritto da Giovanni il 5 Agosto 2006,
Si parlava di Red l’altro giorno e ho pensato che era certamente uno dei 5 dischi che preferisco. Qualche anno fa, quando i blog erano giovani, era molto di moda compilare liste del genere sull’onda di Alta Fedeltà di Nick Hornby ma io o non avevo ancora il blog oppure dormivo, quindi ecco ora la mia lista dei 5 dischi di cui non potrei fare a meno.
Genesis, The Lamb Lies Down On Broadway.
Non mi stanca mai, il libretto del CD è ormai consumato per la lettura continua della storia e dei testi di PG. Ora li so a memoria. Momento migliore la sequenza alla fine del primo disco: Hairless Heart, Counting Out Time, Carpet Crawlers, The Chamber Of 32 Doors.
King Crimson, Red.
Ne ho parlato l’altro giorno. Senza tempo. Sembra un disco uscito ieri, ma ha più di 30 anni (1974). Non mi piacciono i Nirvana ma Kurt Cobain l’ha definito il miglior disco di sempre. In un momento di lucidità ci ha azzeccato. Momento migliore: Starless.
Radiohead, OK Computer.
Il disco più recente nella mia lista (1997). Quando uscì sembrava arrivato da un altro pianeta. Ora tutti si ispirano (copiano) i Radiohead. Momento migliore: probabilmente Paranoid Android ma io ho una fissazione per Lucky.
Franco Battiato, Caffé De La Paix.
Un disco italiano. Ovviamente scelgo Battiato. Il momento più alto prima della virata filosofica in coppia con Sgalambro. A Parigi lo scorso inverno ho approfittato per fare una foto all’originale Café appena fuori l’Operà. Momento migliore: tutto il disco, tanto è breve.
The Alan Parsons Project, The Turn Of A Friendly Card.
Visti la scorsa settimana in concerto a Roma (no foto, ancora mi mangio le mani, ero in prima fila) . Il concerto con la musica più “pulita” a cui abbia mai assistito. E da colui che in pratica ha inventato la professione di ingegnere del suono c’era da aspettarselo. Turn è la summa del sound parsoniano. Momento migliore: Snake Eyes.
Non è vero che è la mia lista dei 5 dischi preferiti. Avrei dovuto metterci 5 dischi di PG e sarebbe stata monotona. Ho scelto secondo un criterio di varietà di generi (e di gusti), ma è dura non poterci mettere tante cose che ascolto quotidianamente. Fortuna che sta moda delle liste sui blog è finita qualche anno fa…
scritto da Giovanni il 2 Agosto 2006,
Ruby è senza dubbio il linguaggio di programmazione dell’ultimo anno (spinto da quella gemma che è RubyOnRails), ma dopo la mia iniziale infatuazione (con diversi approfondimenti sul tema) sono ritornato a Python, con PHP sempre e comunque presente nei progetti web. Il motivo è presto detto e lo coglie benissimo Sam Ruby nel post di oggi: le librerie di Python sono imbattibili.
E se l’iniziale infatuazione per Rails è scemata, con essa si è persa anche una certa fiducia nei framework faccio-tutto-in-quattro-e-quattr’otto, come per esempio Django. E siccome Less is More questo periodo sto sperimentando un po’ con web.py l’antiframework in Python di Aaron Swartz. La combinazione web.py+lighttpd+cheetaah+mysql ha prestazioni notevoli anche sul server web installato sul PC di casa.
scritto da Giovanni il 1 Agosto 2006,
Riascoltavo Red, uno di quei rari dischi vecchi (più di trent’anni) che sembrano usciti giusto ieri tanto sono moderni. Mi soffermavo in particolare su uno dei miei pezzi preferiti, Starless, con quell’eccezionale attacco di mellotron seguito dal cantato caldissimo di Wetton che si intreccia col sax per continuare con l’ipnotica chitarra di Fripp che poi esplode nel finale con la batteria tentacolare di Bruford (12 minuti di musica descritti in una frase! qua una recensione come si deve del brano e di tutto l’album).
Di Starless rileggevo il testo e ho scoperto (non lo sapevo) che il verso principale delle liriche, “Starless and bible black“, è una citazione di Under Milk Wood (”Sotto il bosco di Latte”), opera radiofonica del poeta inglese Dylan Thomas. Di Dylan Thomas ho vaghissimi ricordi per averlo studiato al liceo (la prof di inglese era particolarmente fissata con quest’autore) ma ai tempi non mi era particolarmente piaciuto. Under Milk Wood è invece bellisimo: lo sto leggendo in questi giorni mentre seguo la registrazione orginale della BBC trasmessa nel 1963 con la voce narrante di Richard Burton.
La stessa versione (sempre con la voce di Richard Burton) fu trasmessa dalla Rai che ora ha restaurato i padelloni originali da cui fu messa in onda. Se ne possono anche ascoltare degli estratti.
Scopro quindi RadioScrigno il progetto di Radio Rai per il recupero (e il restaturo) delle vecchie (e vecchissime) trasmissioni andate on air. C’è anche il podcast per essere aggiornati sulle nuove aggiunte all’archivio. Tra i restauri assolutamente da ascoltare un Amleto recitato da un giovane Vittorio Gassman e trasmesso il 2 gennaio 1953.
E il gracchiare che fa da sottofondo a queste vecchie registrazioni si sposa molto bene con queste calde serate estive (luce spenta, volume non eccessivamente alto…)
quaderni: The Musical Box, Quarantadue
tag: amleto, bbc, dylan thomas, king crimson, radio rai, radioscrigno, richard burton, starless, under milk wood, vittorio gassman, red