Che dicevo? Ah, sì. L’approssimazione…
scritto da Giovanni il 31 Maggio 2004, Commenti disattivati
quaderni: Quarantadue

«Un uomo si mette in marcia per trovare passo a passo la saggezza. Non è ancora arrivato.»
(Italo Calvino)

scritto da Giovanni il 31 Maggio 2004, Commenti disattivati
quaderni: Quarantadue
scritto da Giovanni il 28 Maggio 2004, Commenti disattivati
Sempre a proposito della legge Urbani, io, per protesta, comincerei a mettere su ogni sito una clausula di copyright come quella di Ian sul suo sito:
E
concesso alle persone fisiche effettuare una copia per uso personale delle parti pubbliche di questo sito, dei sottositi legati al progetto e dei loro contenuti. Einvece assolutamente vietato possedere copie di qualsivoglia tipo delle stesse ad aziende, persone giuridiche e governi, in particolare al governo italiano e alle biblioteche centrali di Firenze e Roma, senza previa autorizzazione dell’autore e congruo compenso versato allo stesso.
Per dare a Cesare quello che è di Cesare: il titolo del post precedente non è mio, l’ho preso da una discussione sulla mailing-list AdP.
quaderni: Quarantadue
scritto da Giovanni il 28 Maggio 2004, Commenti disattivati
Una delle cose che non sono mai riuscito a capire è come mai tutte le leggi che riguardano Internet siano sempre fatte in modo approssimativo. Sicuramente non si è capito che è impossibile scattare una foto della Rete e pensare che l’immagine di oggi possa durare per più di qualche giorno. Panta rei. E per Internet il cambiamento è ancora più veloce. Ma dicevo dell’approssimazione. È una cosa che ho sempre mal sopportato: preferisco di gran lunga non fare una cosa piuttosto che farla male. Certamente non la pensa allo stesso modo l’attuale governo, che ha fatto invece dell’approssimazione un suo cavallo dei battaglia. E sicuramente tra i più approssimativi c’è il nostro (di chi?) ministro dei Beni Culturali. Secondo il ministro, autore della legge 106/2004, questo sito è un documento destinato all’uso pubblico e dovrà essere spedito in copia alle biblioteche di Roma e Firenze, pena una multa massima di 1500 euro.
Ora mi chiedo: tra qualche giorno abbandonerò definitivamente Blogger per Wordpress o Textpattern, le pagine non esisteranno più, tutto sarà generato al volo con PHP a partire da un DB MySQL. Cosa mando alle bibioteche, il database? Gli script PHP? Tutti e due? No, perché a rigor di logica un database non è un “documento destinato ad uso pubblico”. È privato. Nessuno (tranne me) può accedervi, se non tramite l’interfaccia PHP. Cosa si inventeranno, un mandato di perquisizione per database?
quaderni: Quarantadue
scritto da Giovanni il 26 Maggio 2004, Commenti disattivati
L’avventura di JB Ferrant, tradotta in italiano da Marco Totolo, è risultata la migliore del 2003, in un testa a testa con Warmage di Giancarlo Niccolai. Serata divertentissima quella dell’altro ieri in chat sul canale #if, che mi vedeva in veste di presentatore. Non c’è stato l’affollamento degli anni passati (edizione sottotono quella di quest’anno), ma abbiamo fatto ugualmente un gran casino (come dimostra il log).
quaderni: XYZZY
scritto da Giovanni il 26 Maggio 2004, Commenti disattivati
“le cose cambiano più in fretta di quello che si crede”, ora che faccio? Forse sono ancora in tempo per tornare sui miei passi…
quaderni: Appunti
scritto da Giovanni il 24 Maggio 2004, Commenti disattivati
Stasera. Ore 22:00 circa sul canale IRC #if. Tradizionale galà annuale per il Premio Avventura dell’Anno. Presento io. Siete invitati tutti a partecipare. È richiesto l’abito elegante.
quaderni: XYZZY
scritto da Giovanni il 22 Maggio 2004, Commenti disattivati
Allo scoccare della mezzanotte di oggi scadrà il termine per le votazioni del Premio Avventura dell’Anno 2003, l’annuale manifestazione organizzata dal newsgroup it.comp.giochi.avventure.testuali e di cui quest’anno sono organizzatore e giudice (come anche l’anno scorso). Quest’anno la manifestazione è stata un po’ sottotono, il numero di voti è stato piuttosto basso. Non si è neanche avvicinato ai livelli dell’anno passato e soprattutto nulla a che vedere con la sfida all’ultimo voto di due anni fa tra Enigma di Marco Vallarino e Flamel di Francesco Cordella. Bah, spero che la situazione migliori il prossimo anno viste le iniziative per far uscire la Interactive Fiction da fenomeno di nicchia: ad esempio la fanzine Terra d’IF e la recente collaborazione con Freegames.
quaderni: XYZZY
scritto da Giovanni il 20 Maggio 2004, Ancora nessun commento
Il post precedente anche per sottolineare che da queste parti si passerà a Wordpress al più presto (come ha già fatto Ian nei giorni scorsi). Avevo preso in considerazione anche Textpattern (che, devo dire, mi piace particolarmente ed è gratuito), ma come dice Mark Pilgrim “Tutti i software non liberi sono strade senza uscita”. La tendenza ad imboccare la stessa strada percorsa da Six Apart con Movable Type, Dean Allen (il creatore di TextPattern) la dimostra fin dall’inizio: quando finirà il programma di beta testing dovrebbe partire anche il servizio di blog hosting TextDrive (analogo a TypePad e, come questo, a pagamento).
[E tutto finché non riuscirò finalmente a mettere mano al mio CMS in sviluppo: Factotum]
UPDATE: preciso che Textpattern è attualmente distribuito con licenza BSD, il che vuol dire che è sempre Free Software. Ma non siamo ancora a una versione definitiva e l’autore ha dichiarato di voler passare a un modello a sottoscrizione quando terminerà la fase di test.
quaderni: Technica, Web Design
scritto da Giovanni il 20 Maggio 2004, Ancora nessun commento
[Traduzione del post originale di Mark Pilgrim (Freedom 0) su Dive Into Mark - Traduzione autorizzata dall’autore con licenza Creative Commons]
Movable Type non è mai stato un Software Libero, nella definizione data dalla Free Software Foundation. E non è mai stato neanche un software Open Source, nella definizione data dalla Open Source Initiative. Six Apart è vissuta e ha prosperato nella comunità blog perché Movable Type era “abbastanza libero”.
Movable Type era distribuito insieme al codice sorgente, così da consentire a tutti quelli che ne fossero stati capaci di aggiungere nuove funzioni come le discussioni nei commenti o il blocco degli indirizzi IP. Non era possibile ridistribuire versioni complete della propria copia modificata di Movable Type, ma si potevano distribuire delle patch, e questo era “abbastanza libero”. Movable Type aveva un’eccellente architettura a plug-in, così da poter essere personalizzato con un numero impressionante di plug-in di terze parti. Non si aveva la libertà di ridistribuire Movable Type con i plug-in preinstallati, ma si potevano installare separatamente, e questo era “abbastanza libero”.
Movable Type tocca un punto sensibile di quelli difficili da definire, ma semplici da riconoscere quando vengono stimolati. Era anche anni luce avanti rispetto ai diretti concorrenti.
Comunque, Movable Type cominciò a stagnare mentre Six Apart cresceva e focalizzava i suoi interessi verso altre priorità, come TypePad. Le limitazioni di Movable Type 2.6 cominciarono allora a diventare progressivamente irritanti e valutai tutte le possibili alternative Open Source. Nessuna mi lasciò favorevolmente impressionato. Decisi quindi di aspettare pazientemente Movable Type 3.0.
Quando finalmente l’ora attesa arrivò, mi buttai a capofitto nel programma beta di Movable Type 3.0, restandone profondamente deluso. I download erano corrotti ed era necessario un attento debug per far funzionare il tutto. Le due maggiori novità erano TypeKey e la moderazione dei commenti. TypeKey era un’accozzaglia e non sembrava risolvere i problemi per cui era stato progettato. (Per quello che posso dire io, il maggior beneficio di TypeKey è il tenere lontane le persone contrarie al principio stesso di questa tecnologia. Sicuramente tra queste persone non ci sono gli spammer: nel poco tempo che ho testato il software, ho ricevuto diversi commenti da spammer regolarmente registrati con TypeKey.) La moderazione dei commenti andava abbastanza bene, ma non ricostruiva correttamente le pagine dopo la mia approvazione. L’aggiornamento dei miei template si è rivelato un inferno, in parte perchè molti nuovi tag non erano documentati e in parte perchè generavano un codice non valido. Un codice non valido!
E ieri ho saputo, come penso molti di voi, che Movable Type 3 verrà distribuito con un nuovo piano di licenze. 1 autore e 3 siti è gratuito. Fino a 3 autori e 5 siti: 100 dollari. Fino a 6 autori e 8 siti: 150 dollari. Fino a 9 autori e 10 siti: 190 dollari.
Io possiedo 11 siti realizzati con Movable Type. L’aggiornamento alla versione 3.0 mi costerà ben 700 dollari.
Ma aspetta! Se lo faccio subito, posso usufruire dello speciale prezzo di lancio di 600 dollari. Ma contano anche tutte le donazioni volontarie che ho fatto durante questi anni. 20 dollari e poi 45. Questo fa scendere ulteriormente il prezzo fino a 535 dollari.
E che dire di Movable Type 4? Quanto costerà?
Molte persone fraintendono i concetti di Free Software e di GNU General Public License. Queste persone ritengono la GPL una specie di mostro, perché è virale, il che suona come una cosa cattiva. Ecco cosa significa una licenza virale: il software GPL ha la sola restrizione di essere quello che è, e basta. La GPL impone diverse restrizioni sugli sviluppatori, ma nessuna sugli utenti finali. (Mi spiego meglio tra un minuto.) E poiché i programmi GPL hanno la sola restrizione di essere quello che sono, non possono diventare più restrittivi. Un aggiornamento non può toglierci la libertà di cui abbiamo goduto con le versioni precedenti.
Un effetto collaterale di questo è che, se io scrivo un programma GPL, ma successivamente perdo l’interesse e qualcun altro lo prende e ne continua lo sviluppo, deve per forza pubblicare la sua versione con licenza GPL. Un nuovo sviluppatore non può toglierci la libertà di cui abbiamo goduto con le versioni precedenti.
Ho citato questa cosa perché è esattamente quello che è avvenuto con Wordpress. La sua vita è cominciata come b2, che poi è stato abbandonato. Ma un anno fa, una nuova comunità si è riunita intorno ad un derivato all’originale b2 che è diventato Wordpress. La nuova comunità includeva alcuni degli sviluppatori originali, ma anche molti nuovi sviluppatori. E siccome il software originale era distribuito con licenza GPL, anche WordPress è stato distribuito con licenza GPL.
A nessuno è permesso creare un derivato di Movable Type, perché non è open source.
Il team di sviluppo di Wordpress sta lavorando al rilascio della versione 1.2. Questa versione sarà distribuita con licenza GPL. La versione 1.3, se e quando verrà alla luce, sarà distribuita con licenza GPL. La versione 2.0, se e quando verrà alla luce, sarà distribuita con licenza GPL. Questo vuol dire che non avrò brutte soprese con la licenza di nuove versioni di Wordpress.
La liberta 0 è la libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo. Wordpress mi dà questa libertà, Movable Type no. Non me l’ha mai data, ma era “abbastanza libero” e nessuno se ne è preoccupato, me incluso. Ma Movable Type 3.0 ha cambiato le regole e i prezzi mi hanno escluso dal mercato. Non ho la libertà di esiguire il programma per ogni scopo, ho solo quell’insieme limitato di libertà che Six Apart ha pensato fossero giuste per me e ogni nuova versione sembra avere ancora meno libertà. Con Movable Type 2.6, io potevo gestire 11 siti. Con la versione 3.0 mi costerà 535 dollari.
Wordpress è Software Libero. Le sue regole non cambieranno mai. E nell’eventualità che la comunità di Wordpress abbandoni lo sviluppo, una nuova comunità si potrà formare intorno al codice orfano. È già successo una volta. E nell’eventualità poco probabile che tutti gli sviluppatori (inclusi quelli dell’originale b2) si accordassero per distribuire il programma con una licenza più restrittiva, io potrei sempre prendere la versione attuale distribuita con licenza GPL e costruire una nuova comunità intorno ad essa. Cìè sempre un cammino che porta in avanti. Non ci sono strade senza uscita.
Movable Type è una strada senza uscita. Alla lunga, l’utilità di tutti i software non liberi si avvicina a zero. Tutti i software non liberi sono strade senza uscita.
Questo sito [Dive into Mark, ndT] ora utilizza Wordpress. Grazie a tutte le meravigliose persone sul canale IRC #wordpress sono stato in grado di migrare quasi tutta la mia complessa configurazione Movable Type, inclusi gli URL personalizzati (così i permalink ancora funzionano e non dovete sottoscrivere di nuovo i miei feed).
La questione non è su chi abbia il diritto di guadagnarsi da vivere (tutti ce l’hanno); non è su come siano simpatici Ben e Mena (li ho incontrati, sono veramente simpatici); e non è sicuramente sul fatto di poter mangiare. Ho preso i 535 dollari che mi sarebbe costata la licenza di Movable Type e li ho donati agli sviluppatori di Wordpress.
Non è una questione di soldi. È una questione di libertà.
quaderni: Technica, Web Design
scritto da Giovanni il 19 Maggio 2004, Commenti disattivati
Lose your questions and you will find your answers
Proverbio D’ni.
quaderni: The Cavern, 1 Aprile '76
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