Ciao papà
Non è vero che la morte arriva all'improvviso. Lancia tanti segni che noi non sappiamo cogliere e che comprendiamo solo dopo.
La morte ti ha preso, così, una settimana fa, all'improvviso. È arrivata di soppiatto senza che nessuno di noi se ne accorgesse. Piano piano è entrata in quella stanza d'ospedale dove solo la sera prima ti avevo visto l'ultima volta. Ti ha chiuso gli occhi, ti ha fermato il respiro, ha bloccato il battito del tuo cuore.
La morte ti ha preso, così, una settimana fa, e io non ho saputo cogliere i segni che mi aveva mandato.
Come quel libro, col segno sul racconto intitolato "Il morto" e che da giorni non riuscivo a leggere (quasi mi rifiutavo di farlo) .
Il racconto, casualmente o appositamente seguiva un altro intitolato "L'immortale".
Come il rito funebre a cui mi era capitato di assistere per strada il giorno prima. I miei occhi allora si erano fissati, chissà perché, sul sacerdote e sul suo "Rito delle esequie" messo in modo così particolare sotto il braccio mentre seguiva coi parenti il carro funebre.
Il sacerdote, col suo "Rito delle esequie" messo in modo così particolare sotto il braccio, casualmente o appositamente, era lo stesso del tuo funerale.
Oppure come quelle due righe scritte la sera prima così velocemente sul quadernetto con il cuore colmo di una strana malinconia.
Le due righe, casualmente o appositamente, a rileggerle ora sembra quasi che mi aspettassi quello che sarebbe succcesso in meno di ventiquattr'ore.
Non è vero che la morte arriva all'improvviso. Lancia tanti segni che noi non sappiamo cogliere e che comprendiamo solo dopo. E il dopo è molto strano. Mi aspettavo dolore. E invece c'è solo tanta malinconia. Non puoi capire quanta malinconia ho dentro. O forse sì, lo puoi capire. Forse ora puoi capire tutto anche tutte quelle cose che prima ti accusavo di non capire. Forse è come dice Serena, che devo imparare a vedere con altri occhi e a sentire con altre orecchie perché tu mi stai sempre vicino, anche ora che scrivo. Spero di imparare a farlo presto, perché sai che mi serve il tuo parere e il tuo consiglio in tutto quello che faccio, anche quando (quasi sempre) poi faccio di testa mia. Spero di imparare a farlo presto, per risentire ancora una volta le tue storie e i tuoi racconti. Spero di imparare a farlo presto, anche solo per sentirti e vederti.
Ciao papà. Aspettami che io imparo presto.

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