Elogio alla procrastinazione
scritto da Giovanni il 29 Novembre 2003
Tramite il blog di Cavedoni, leggo questo interessante post di Aaron Swartz (piccolo genio ora diciassettenne che da almeno 3/4 anni fa cose sul Web che noi di qualche anno di più neanche ci sogniamo). Ecco qual è il problema! - dico - Tutto finalmente è chiaro! Sono un procrastinatore nato!
Tanto ce l’ho nel sangue questa procrastinazione che il problema nel corso degli ultimi tempi si è fatto molto più serio (ehm, un piccolo esaurimento nervoso) da non permettermi di fare praticamente nulla. Come dice Aaron la cosa colpisce principalmente gli studenti e gli informatici. Beh, io ce l’ho entrambe queste sfortune. C’è comunque già una soluzione. Citando direttamente il Cavedoni (che cita Swartz):
si può provare una tecnica del prof. John Perry di Stanford; si chiama «procrastinazione strutturata» e consiste nell’avere una lista mentale di cose da fare. In cima a questa lista ci devono essere degli impegni sufficientemente grossi, apparentemente inderogabili ma realmente non poi così vitali, in modo da «prendere in giro» la nostra testa, la quale farà qualunque altra cosa pur di non cominciarli. In questo modo possiamo sempre produrre tutte le altre cose nella lista, che alla fin fine era poi il nostro scopo.
Sono talmente procrastinatore che questo post doveva essere messo online già questa mattina…
quaderni: 1 Aprile '76

